I consigli di Murakami

Scrive Murakami nel suo Il mestiere dello scrittore: “ripensando alla mia esperienza personale, per trovare un mio stile e un modo originale di raccontare, prima di tutto ho dovuto sottrarre qualcosa a me stesso”.

E ancora: “Le informazioni sono in numero esagerato, il carico eccessivo, troppe le opzioni su ogni dettaglio, e quando si prova a esprimersi spontaneamente, la sovrabbondanza di contenuti finisce col provocare un ingorgo, a volte un arresto nel motore. E non si riesce più a ripartire. A quel punto, occorre gettare la zavorra nella spazzatura,  e se si riesce a snellire il sistema di informazioni, anche nella propria mente ci si muoverà con più libertà”.

Un consiglio perfetto anche per le imprese che non hanno ancora appreso l’importanza di parlare al cliente con tono conversevole, senza espressioni generiche e discorsi autoreferenziali. E per quelle che hanno problemi di comunicazione interna.

Murakami parla di narrativa, ma le informazioni in numero esagerato, il carico eccessivo, la sovrabbondanza di contenuti, l’ingorgo, sono caratteristiche del mondo digitale che frequentiamo, ed è paradossale che ciò che è leggero, veloce e capillare diventi pesante, fino a bloccarsi e diventare un problema.

Le imprese devono esprimersi in modo essenziale e preciso, il che non significa essere laconici, stringati, oppure burocratici, freddi, impersonali.

Intendo dire che nella comunicazione scritta delle imprese “il superfluo è nemico del necessario”, come scrive Nietzsche nel suo Sull’utilità e il danno della storia per la vita.

Murakami traduce Carver dall’inglese al giapponese, perciò le sue considerazioni non sono casuali, e confrontando la sua opera a quella di Carver possono apparire anche contraddittorie, visto che Murakami ha scritto romanzi con ben più di mille pagine (ad esempio i tre libri di IQ84), mentre la misura di Carver è nei racconti (questo non toglie certo valore alla sua opera, e per dirla tutta io preferisco Carver a Murakami).

Il tema coinvolge ancor di più le imprese che trovano nel mercato globale la loro collocazione: trovate le parole che definiscono con un forma adeguata la vostra identità, i concetti che aprono uno spazio nella mente dei clienti.

I libri di Murakami sono tradotti in cinquanta lingue, ed è con una sua riflessione che voglio chiudere il post: “Il racconto esiste come metafora della realtà, e la gente, per tener dietro al sistema reale in mutazione, o per non venirne espulsa, ha bisogno di avere dentro di sé nuovi racconti, cioè nuove metafore”.

 

Prima di scrivere un’email

Passate circa un terzo del vostro tempo a leggere e scrivere email.
Leggete e scrivete in fretta perché c’è sempre una telefonata a cui rispondere o una riunione che vi aspetta.
Per mettere ordine alla frenesia del lavoro ed evitare incomprensioni spiacevoli è opportuno tenere a mente alcune regole.

Scrivete solo se è necessario.

Quando scrivete a qualcuno chiedete la sua attenzione e l’attenzione è già poca. Niente di peggio che scrivere male o in modo approssimativo. Le caselle di posta elettronica sono spesso intasate.

In media solo due su dieci leggono tutta l’email.
Il destinatario che riceve un messaggio di posta troppo lungo, magari con un oggetto impreciso e un contenuto confuso, di solito lascia perdere. Alcuni si irritano. Il tempo è prezioso per tutti.

Avete fatto un passo falso. Avete dato un’immagine pessima dell’azienda e di voi stessi.
Il destinatario potrebbe iniziare a considerarvi come uno scocciatore.
Nel caso dobbiate scrivere un’email più complessa, con informazioni articolate o argomenti delicati, prendetevi il giusto tempo per chiarirvi le cose da dire. Annotate i punti da sviluppare, così eviterete di dimenticare qualcosa di essenziale.

Ricordate che lo schermo del computer, del tablet o dello smartphone è come una finestra: costringere il destinatario ad aprirne troppe gli farà perdere la pazienza. Tenete a mente che la sintesi è importante, ma non deve essere esercitata a danno della logica. La comprensibilità è anche una forma di rispetto e di cortesia. In azienda scrivete per fare chiarezza a voi e agli altri, non per complicare le cose.

Pensate sempre a chi state scrivendo.

Scrivete per comunicare; se volete che la comunicazione sia utile usate un linguaggio adatto al destinatario.
La sintonia fra mittente e destinatario crea empatia, vera condivisione dei contenuti.

In conclusione: se avete deciso che l’email è necessaria iniziate a concentrarvi sul destinatario.
Riflettete sul tono adeguato da usare e preparate l’elenco degli argomenti da esporre.
Queste sono le cose essenziali da ricordare, prima di scrivere un’email.