La tecnologia per eccellenza è la scrittura

A Dicembre 2015 ho scritto un post su tecnologia e scrittura, che oggi ripresento in forma diversa.

LE TECNOLOGIE SCOMPAIONO O VENGONO SOSTITUITE, LA SCRITTURA NO.

Senza la scrittura non si potrebbero sviluppare altre tecnologie. La condivisione della conoscenza, su cui oggi si basano molti modelli organizzativi e di business, sarebbe impossibile.

Le parole, con la loro potente leggerezza, fondano l’azione.

Raymond Carver cita questa frase di Santa Teresa: “Le parole conducono ai fatti”. Certo, oggi viviamo in un’epoca che “è sicuramente meno disponibile a sostenere questo importante collegamento fra ciò che diciamo e ciò che facciamo”. A volte l’elogio del fare nega l’importanza dell’uso corretto delle parole. Le sminuisce, le mette in ridicolo. Il “basta chiacchiere” che tante volte abbiamo ascoltato, spesso allude all’inconsistenza dannosa di riflessioni che non sono utili al profitto e alla produzione, cioè non sono – o non sarebbero – pratiche, funzionali.

Quando leggo frasi del tipo”la nostra filosofia è quella del fare e del fare bene” capisco che nessuna riflessione, nessuna parola è stata pensata e vissuta nella sua importanza. Forse qualcuno poteva pensare che la “filosofia” dell’azienda era quella di fare e fare male? Era proprio necessario mettere in evidenza una frase del genere?

Dunque, le parole fondano l’azione e ne danno un senso.

Scrive ancora Carver: “Quando noterete la fine di un periodo importante della vostra vita e l’inizio di uno nuovo, nell’elaborare i vostri destini personali, provate a ricordare che le parole, quelle giuste, quelle vere possono avere lo stesso potere delle azioni”.

Vale per le persone tanto quanto per le organizzazioni.