Da Sandokan alla scrittura d’impresa, passando per un pianoforte

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Dai sei anni in poi ho passato numerosi pomeriggi sull’isola di Mompracem.

Come tanti, ho frequentato anche zio Paperone, Paperino, Topolino, Zagor, Tex, “I ragazzi della via Pal”. C’era senz’altro una magia, nelle parole che leggevo.

“Vieni a tavola!” insistevano i miei.

Promettevo: “Arrivo subito!”.

Ma la pagina scritta aveva la precedenza.

Spesso terminavo il capitolo.

All’età di undici anni ho ricevuto in regalo da mio padre uno stupendo pianoforte acustico Yamaha U1. (Sempre grazie, padre). Tengo la ricevuta originale nel cassetto della scrivania; ogni tanto lo apro, la osservo e rimetto via.Il mio rapporto con la scrittura inizia anche da lì. Dal pianoforte. Dalla musica, dal ritmo. Il ritmo precede sempre; è – insieme alla lettura – l’essenza della scrittura.

A vent’anni ho cominciato a scrivere canzoni. I testi naturalmente; a volte testi e musica insieme.Alcune si possono ascoltare nel disco “Dentro una città”, stampato alla fine del 2012. Coraggio, un po’ di faccia tosta. Fa parte della storia. Nel caso vogliate approfondire, lo trovate su Amazon o iTunes

Intanto – con l’evoluzione dei mezzi tecnologici – la scrittura era diventata fondamentale.

Facevo il consulente commerciale: email, contratti, proposte ai clienti e lettere di presentazione erano all’ordine del giorno. Durante quel periodo avevo compreso a fondo l’importanza di usare le parole giuste. Scrivendo cercavo la sintesi, senza tralasciare le cose importanti. Il nuovo sistema funzionava. Lo perfezionavo, e mi piaceva farlo.

Il tempo investito nella ricerca del linguaggio più adatto mi ritornava sotto forma di contratti; inoltre mi evitava incomprensioni e spreco di energie. Potevo contare su una risorsa nuova e inesauribile, con la quale riuscivo a gestire e a risolvere i problemi.

Un libro di Stephen King  – On writing – mi è stato utile per capire meglio. L’ho letto almeno tre volte. Mi sono imbattuto nella cassetta degli attrezzi, nell’editing. In seguito, altri testi, più specifici, sono stati validi. Ho fatto esperienza di editing anche su testi di narrativa, affiancato da un editor professionista. Poi sono partito per il viaggio della scrittura d’impresa.

Per chi – come me – ha iniziato a lavorare quando le email non esistevano (anche se l’invenzione dell’email è datata 1971) i cambiamenti sono stati radicali.

Oggi, grazie a internet, a Facebook, a Twitter, tutti scrivono, tutti i giorni. Si scrive in azienda e si scrive per motivi personali, per esprimere un parere, per condividere conoscenze ed esperienze.

Anche i modi di lettura sono cambiati. Non solo carta ma notebook, tablet, smartphone, e altre novità al polso …

Per finire: approfitterò del blog anche per scrivere d’altro. Magari proverò ad approfondire forme di destino che ci riguardano, nelle quali siamo tutti coinvolti. Per ora mi fermo qui. Dai pomeriggi con Sandokan a oggi c’è già una vita in questo blog, e non è poca.

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